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G20 Workshop “Moda circolare”

La Presidenza italiana del G20 e la Commissione europea hanno proposto un workshop sulla moda circolare per integrare il dibattito del G20 con una riflessione su come rendere le economie più efficienti sotto il profilo dell’utilizzo delle risorse. L’evento ha consentito di identificare le opportunità connesse ad un’accelerazione verso la moda circolare e ha passato in rassegna le azioni nazionali ed internazionali che consentirebbero all’industria globale della moda di realizzare questo cambiamento.

24 Giugno 2021

G20 Workshop “Moda circolare”

La Presidenza italiana del G20 e la Commissione europea hanno proposto un workshop sulla moda circolare per integrare il dibattito del G20 con una riflessione su come rendere le economie più efficienti sotto il profilo dell’utilizzo delle risorse. L’evento ha consentito di identificare le opportunità connesse ad un’accelerazione verso la moda circolare e ha passato in rassegna le azioni nazionali ed internazionali che consentirebbero all’industria globale della moda di realizzare questo cambiamento.

I relatori presenti, rappresentanti del settore della moda di tutto il mondo, hanno scambiato, con alcune delle organizzazioni internazionali che lavorano con l’industria, punti di vista su modelli di business circolari che già utilizzano o stanno sviluppando. Hanno inoltre illustrato i benefici che il loro approccio di sostenibilità e durabilità dei prodotti porta alla crescita economica sostenibile, al cambiamento climatico e alla tutela della biodiversità.

In una delle sessioni si sono discusse le opportunità per implementare soluzioni circolari lungo la catena di valore dell’industria della moda, con presentazioni di Jeans Redesign Project e Circular Fashion Partnership. Il dibattito si è incentrato su come brand (H&M Group, OTB) e fornitori (Yee Chain, i:Co) possano intraprendere un approccio circolare, anche attraverso l’uso di materiali sostenibili, studi di durabilità, eco-design e la promozione di un’educazione alla consapevolezza del consumatore.

La produzione di vestiti è raddoppiata negli ultimi 15 anni e il numero di volte in cui essi vengono adoperati prima di essere gettati è diminuito del 36%. Un altro elemento di rilievo, discusso durante il workshop, riguarda le ripercussioni economiche e sociali del COVID-19 su questa industria e di come esso abbia amplificato il bisogno di una transizione verso un’industria della moda più sostenibile e circolare.

Il Programma delle Nazione Unite per l’Ambiente (UNEP) ha evidenziato la connessione cruciale tra le scelte di consumo e gli impatti su produzione e rifiuti. Per realizzare un’economia circolare è necessario l’impegno di tutti i soggetti implicati nel settore tessile e una forte collaborazione tra i vari anelli della catena.

Il dibattito si è quindi focalizzato sulle azioni necessarie a rendere l’industria della moda un settore circolare. Relatori provenienti da diversi ambiti, vendita online (Zalando), startup di moda sostenibile (Riley Studios), società di consulenza sul design (IDEO), organizzazioni che lavorano su soluzioni collaborative (Italian standards body – UNI), Ellen MacArthur Foundation e l’organizzazione non governativa indonesiana Greeneration hanno identificato due aree di azione cruciali:

  • collaborazione pubblica e privata – in modo che brand, fornitori e decisori politici possano “allineare” gli investimenti;
  • informazioni e dati migliori in ogni fase della vita del prodotto – per prestare maggiore attenzione e rilievo a prodotti e materiali sostenibili.

Decisori politici, aziende private ed organizzazioni internazionali svolgono un ruolo chiave. Il CEO di Global Fashion Agenda ha osservato come l’elemento forte del G20 sia la sua abilità nel raggruppare alcuni di questi attori chiave della scena globale per un cambiamento coordinato dell’industria globale della moda.

Cinque rappresentati di Youth20 hanno lanciato una richiesta di cambiamento, per un futuro nel quale la moda incontri i loro valori e migliori la vita delle generazioni future.

Tre principi sono stati evidenziati per l’aumento della circolarità del settore: usare più a lungo i vestiti (concepiti per durare di più) e rivenderli, ideare capi che possano essere riciclati in futuro e riprogettare i materiali per averli privi di prodotti chimici e tossici e derivanti da una materia prima rinnovabile o riciclata.

La Commissione europea ha rinnovato il suo impegno per una transizione verso l’economia circolare e ha ricordato la prossima adozione di una strategia per la transizione dell’industria tessile, programmata per la fine di quest’anno.

La Presidenza italiana del G20 continuerà il suo lavoro su questo tema a ospiterà un nuovo workshop a settembre, per consolidare la collaborazione e condividere buone pratiche.